La monografia "Ulisse sono io" è la raccolta delle ultime produzioni estetiche e liriche dell' artista Stefania Pennacchio. È l'evocazione al viaggio ancestrale che inizia da un dentro verso un fuori speculare. Il racconto estetico è accompagnato da un eco persa di parole che sono pensieri senza ancora coscienza che si nutrono nella memoria di materali di recupero, di ceramiche combuste come consumate da fuochi intimi, di tessuti lacerati, consunti e vissuti rimando a territori psicologici ed emozionali. Le poesie sono la musicalità della narrazione, il ritmo spazio - tempo percepibile attraverso la sola lettura. Stefania confronta due mondi (maschile-femminile) e la loro continua difficoltà di comunicazione, la congiunzione illusoria di due energie opposte e complementari.
La sua ricerca si avvale della memoria genetica del suo territorio di appartenenza,l'arcaica Calabria, della sua sensibilità percettiva nei confronti non solo della materia in quanto tale, ma dell'essere umano nella sua straordinaria specificità, grande passione, infine, nella sua cifra stilistica, al racconto di carattere antropologico. Il testo è arricchito dalle introduzioni dello storico dell'arte Philippe Daverio e del critico d'arte da poco scomparso Lucio Barbera.
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